42 km di emozioni, fatica, pioggia e freddo nella cornice sempre incantevole della splendida Firenze

Prima della gara

Solo per i maratoneti l'hotel in cui alloggio prevede la colazione alle 6:30, 1 ora prima del normale; anche se sono consapevole del fatto che Firenze è stata presa d'assalto da un'orda di runner scendo le scale che portano dalla mia stanza alla zona breakfast di primo mattino con l'idea di trovare pochi altri corridori ed invece mi ritrovo decine di persone in abiti sportivi chi seduto al tavolo chi in fila per il caffè!

Per fortuna poco dopo il mio arrivo si libera un tavolo da due per cui ne prendo possesso immediatamente riempiendo poi il mio piattino con una fetta di crostata e 2 fette biscottate con la marmellata; dopo averle mangiate con tutta calma prendo un caffè e, prima di rientrare in stanza, esco fuori dall'albergo per sincerarmi del clima.

Le previsioni hanno preannunciato per la giornata odierna un drastico calo delle temperature per cui voglio appurare che sia così: mi bastano 5 secondi per verificare che al momento, precisamente alle ore 7, la temperatura è decisamente mite per cui confermo l'abbigliamento leggero che ho già indosso: shorts e maglietta a maniche corte.

Lascio il bagaglio nella zona reception per poter usufruire della stanza adibita a spogliatoio che l'hotel offre gentilmente ai maratoneti e raggiungo gli altri miei compagni di gara alloggiati in strutture vicine e tutte prossime alla zona di partenza.

Alle 7:45, ora prefissata per il nostro appuntamento, un vento piuttosto gelido sferza l'aria abbassando notevolmente la temperatura percepita; ho volutamente fatto a meno di indossare la busta di plastica fornita nel pacco gara proprio per riscaldarsi prima della partenza ma già rimpiango questa decisione.

Qualche foto di gruppo e poi raggiungo la mia griglia, l'ultima, dato che sono alla prima partecipazione, insieme ad altri 3 miei compagni; attendiamo fiduciosi la partenza e, dopo diversi minuti, finalmente cominciamo a muoverci ma con passo molto lento.  

La gara

Il classico sparo iniziale qui nelle retrovie non si è minimamente sentito però piano piano abbozziamo qualche passo in avanti; come previsto la partenza è lentissima però una volta in vista dell'arco che segna la start line la situazione è meno affollata.

Il calore del pubblico mitiga il freddo pungente che mi taglia il viso e le braccia; oltretutto in concomitanza con la partenza è iniziata una debole pioggia che però va via via rinforzandosi.

Qualche centinaio di metri dopo siamo già in mezzo ad un fitto acquazzone e comincio subito a sperare che sia solo di passaggio ma il cielo non è molto promettente a riguardo... i primissimi km li trascorro principalmente a disperarmi per queste avverse condizioni meteo e quando sbircio il mio Garmin posso solo constatare che sono leggermente sopra l'andatura che mi ero prefissato.

Raggiungo quindi il primo ristoro e, memore del consiglio dei senatori del mio gruppo sportivo, bevo qualcosa anche se non ne sento la necessità; siamo ormai usciti dal centro ed in breve raggiungiamo un viale alberato all'interno di un ampio giardino. Purtroppo gli spazi sono molto angusti per cui cerco invano una corsia in cui correre un po' più liberamente; qualcuno si avventura anche nell'adiacente sentiero sterrato ma vista l'acqua che scende copiosa valuto che è meglio rimanere sull'asfalto.

Sono ormai prossimo ai 10 km quando avvisto i palloncini dei pacer: quando li avvicino leggo il tempo che indica le 4 ore e, anche se è ampiamente sopra il mio obiettivo, sono conscio del fatto che il real time segnato dal mio Garmin è ben più attendibile; la cosa divertente è che, essendo i pacer in numero piuttosto cospicuo, mi ritrovo a superare i palloncini con la scritta 4:00 per ben 3 volte!  

Quando li ho finalmente alle spalle ho già passato il secondo ristoro e per qualche secondo riesco anche a godermi la pace trasmessa dal correre in silenzio tra gli alberi del parco... una lieve folata di vento, l'acqua che cade dalle foglie degli alberi, ed ecco che sono già tornato coi piedi per terra al mio obiettivo principale che è il traguardo dei 42 km.

Dopo esserci addentrati nel Parco delle Cascine riprendiamo a correre verso il centro e piano piano torniamo a percorrere le strette viuzze fiorentine; quasi a sorpresa mi ritrovo quindi a percorrere il Ponte Vecchio: le urla dei passanti e la vista in lontananza della cupola del Brunelleschi sono una scenografia emozionante che mi dà una grande carica e mi riempie di gioia! Il tragitto è ancora lungo ma solo questo passaggio vale da solo la fatica che sto facendo...

Il fiume di corridori di cui faccio parte procede quindi lungo l'Arno e dopo qualche altro km oltrepasso finalmente il gonfiabile che indica la metà del percorso: penso che manca ancora tanto alla fine e colgo l'occasione per fare un rapido calcolo in merito al mio tempo finale che purtroppo sarebbe di poco sopra il mio (abbastanza ambizioso) obiettivo.

Anche se fino ad ora la pioggia è cessata e ripresa in continuazione ora le condizioni atmosferiche diventano veramente proibitive: km dopo km l'acquazzone sotto il quale corro diventa sempre più fitto ed il freddo aumenta al punto che perdo la sensibilità alle dita... se ci penso mi sembra di aver patito il freddo dall'inizio e non essere mai arrivato a scaldarmi veramente. Adesso oltretutto arrivano delle sferzate d'aria gelata che mi fanno dubitare seriamente di poter resistere ancora a lungo; ogni tanto vedo alcuni corridori con indosso ancora la busta blu fornita dagli organizzatori e li invidio profondamente: almeno così possono ripararsi un po' dall'acqua e dal gelo!

Per fortuna, nonostante la furia degli elementi che imperversa sulla gara, le mie gambe stanno bene ed il fiato non mi manca per cui avanzo lungo il percorso con andatura abbastanza costante e stando ben attento a non saltare nessun ristoro; a quello dei 25 km valuto se prendere uno dei due gel che ho con me ma alla fine decido di prenderlo al prossimo.

Dopo altri 5 km tra pioggia e gelo, poco prima del ristoro, ingerisco quindi preventivamente un gel e poi mi rifocillo anche con un po' di tè ed un pezzo di frutta; sto ancora bene però preferisco prevenire eventuali cali fisici visto che sono ormai al limite della distanza già fatta in allenamento...

Quando arrivo al km 32, il massimo cui mi sono spinto fino ad oggi, faccio due considerazioni: restano ancora 10 km (esattamente la distanza della mia ultima gara, il che mi sembra surreale) e da adesso in poi mi sto addentrando in una zona inesplorata dal mio corpo: da qui in avanti ogni metro è una conquista e quando mi fermerò avrò in ogni caso fissato un nuovo limite da superare.

Nel frattempo il percorso ci porta direttamente all'interno dello stadio per un mezzo giro sulla pista d'atletica per poi riuscire nuovamente e riprendere la strada verso il centro; quando sono al km 35, temendo un black out improvviso, prendo un altro gel... le gambe, in particolare i quadricipiti, cominciano ad essere doloranti ma tutto sommato ho buone sensazioni e spero vivamente di non bloccarmi o essere costretto a camminare come capita a molti altri partecipanti che vedo lungo la strada...

Per fortuna intorno al km 37 la pioggia lascia definitivamente il posto ad un timido sole che diventa via via sempre più forte; sono almeno 15 km che speravo in un miglioramento del tempo e finalmente è arrivato!

Quando sono ormai al trentottesimo km la temperatura diventa piacevole e quindi comincio a pensare che ormai il mio tragitto verso il traguardo finale sia tutto in discesa: il tempo con cui mi mi ero prefissato di terminare la gara prima di partire è ormai un miraggio ma viste le avverse condizioni atmosferiche non si poteva veramente fare di più!

Ormai ogni metro in più mi galvanizza e questo, unito al costante ed energico calore del pubblico lungo le strade del centro, mi induce a mantenere una buona andatura; ormai il tempo non conta però le gambe girano bene e quindi cerco comunque di sfruttare al meglio gli ultimi km rimasti.

Dopo l'ultimo ristoro, quello del 40° km, raduno le mie forze e cerco di chiudere al meglio questa fantastica esperienza sportiva; proseguo in scioltezza e cerco di godermi ogni particolare del finale: lo speaker che ci incita, le persone lungo le strade che ci caricano, tutto sembra studiato per indurre i corridori a massimizzare lo sforzo finale.

Quando ripercorro il viale da cui sono partito qualche ora prima la vicinanza del traguardo ed il mio entusiasmo mi inducono ad aumentare ancora l'andatura: supero numerosi altri corridori e mi meraviglio nel constatare quanto sia ancora affollata la strada! Mi illudevo di arrivare con pochi altri concorrenti ed invece sono a pochi metri dalla fine e non faccio che zigzagare in cerca di una via libera...

Quando sento ormai chiaramente la voce dello speaker non riesco a carpire le sue parole perché sono in uno stato come di trance: vedo la finish line ad un passo e mi sembra un sogno!

L'ho agognata da mesi, ho faticato per raggiungerla e adesso è lì: ormai è fatta veramente!

Appena passo il traguardo sono travolto dall'emozione; 1000 pensieri mi invadono la mente: penso a mia moglie che sopporta le mie continue uscite di allenamento e le mie gare quasi settimanali, penso alla nostra Golden Retriever che costringo spesso ad accompagnarmi suo malgrado nelle mie "corsette", penso a mesi di allenamenti fatti solo ed esclusivamente allo scopo di arrivare dove sono ora!

C'è una voce che mi martella in continuazione la mente e che urla a gran voce: "Sono un maratoneta! Sono un maratoneta!! Sono un maratoneta!!!"... tutti questi pensieri mi affollano la testa nei metri subito dopo il traguardo e non posso fare altro che dare sfogo alle lacrime per questo traguardo sportivo che fino a poco tempo prima credevo irragiungibile... 

Dopo la gara

Appena terminata la mia corsa sento le mie gambe irrigidirsi ed accusare in un solo colpo tutta la fatica accumulata; i dolori alle ginocchia si manifestano così all'improvviso da farmi chiedere come ho fatto a resistere fino ad ora senza fermarmi.

Fortunatamente è una sensazione passeggera che si mitiga passo dopo passo; lungo il percorso obbligato dopo la finish line indosso la mia meritata medaglia, mi copro col telo argentato che una ragazza dell'organizzazione mi mette gentilmente sulle spalle e ritiro il pacco ristoro. Le gambe sono doloranti ma sinceramente pensavo peggio: una volta uscito dall'area delimitata destinata ad accogliere i partecipanti cammino un po' frastornato per le vie di Firenze in cerca della strada giusta per raggiungere il mio albergo... pur con qualche difficoltà lo raggiungo ed attendo quindi con calma il mio turno per una doccia rigenerante...

The day after

Il giorno dopo la maratona ho le gambe ed i muscoli doloranti ma tutto sommato temevo di stare molto peggio; peccato che dopo pranzo mi sale piano piano la febbre ed arrivo a fine giornata con mal d'ossa, brividi di freddo e leggera nausea... per fortuna che fare sport fa bene! :-D

Dopo una notte di sofferenza mi sento già meglio ma mi concedo comunque una giornata di risposo da lavoro; anche se sono ancora un po' dolorante, nonostante tutto, non vedo l'ora di tornare nuovamente a correre e di programmare la mia prossima gara...


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Altimetria percorso

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