Da Miranda a Moggio sopra la valle ternana e ritorno

Pre-gara

Per arrivare a Miranda seguo pedissequamente Google Maps come da mia abitudine e all'ultimo bivio mi invita a girare a destra e così faccio ritrovandomi a Larviano; da qui le indicazioni mi invitano a percorrere una minuscola stradina che si inerpica su per la montagna e mi sovviene alla memoria che anche l'anno prima ho commesso lo stesso errore per cui ritorno sui miei passi ritrovando la retta via.

Lascio la mia vettura lunga la strada e mi dirigo in piazza per ritirare il pettorale dopo di che ritorno all'auto per prepararmi; memore della gran fatica dell'anno prima ho portato con me il mio zaino da trail equipaggiato per l'occasione con 2 bottiglie da mezzo litro di cui una con i sali e qualche snack.

Quando manca un quarto d'ora allo start, conscio del fatto che la partenza sarà subito in salita, mi preparo facendo un po' di riscaldamento; peccato che quando siamo ormai prossimi al via lo speaker annuncia che ci sarà un ritardo a causa di un'auto che è rimasta in panne proprio lungo il percorso.

Gara

Liberata la strada veniamo infine radunati sotto l'arco gonfiabile e ci viene dato il via dallo speaker: dato che le distanze percorribili sono ben 3 (5, 11 e 21 km) alla partenza c'è un gran bel gruppo di persone che è pero destinato a separarsi in virtù dei differenti percorsi.

Come previsto puntiamo subito la montagna e dopo un tratto di asfalto ci inoltriamo nel bosco dove il terreno diventa subito accidentato; anche quando il sentiero si fa più pianeggiante il terreno rimane impegnativo a causa delle numerose pietre presenti ed infatti vedo un corridore a pochi metri da me mettere un piede in fallo e cadere in maniera abbastanza rovinosa. Per fortuna non urta su nessuna delle pietre presenti a terra e si rialza prontamente rassicurando chi gli sta intorno e riprendendo subito la sua corsa.

Anche se siamo solo al primo km il percorso è già entrato nel vivo e presenta fin da subito diversi saliscendi che, uniti all'irregolarità del terreno, impongono di stare attenti e concentrati.

Dopo pochi km si raggiunge il primo bivio che separa il percorso dei camminatori da quello dei corridori per cui seguo quest'ultimo ritrovandomi dopo un po' su una radura erbosa in cui riagguanto per un breve tratto il gruppo che mi precede; mi illudo di raggiungerli ma nei km successivi mi ritrovo nuovamente a correre da solo. Come di consueto infatti nelle salite più impegnative rallento vistosamente la mia andatura e vengo distanziato dagli altri corridori; dato che il primo tratto è una continua salita verso la vetta più alta del percorso mi ritrovo quindi a percorrere un bel pezzo di gara in completa solitudine.

Quando raggiungo le pendici della vetta e comincio ad arrancare sulla ripida salita che mi si para davanti vengo superato nuovamente da altri corridori evidentemente più avvezzi di me alla camminata in montagna. Una volta raggiunta la sommità del monte il panorama mi ripaga ampiamente dello sforzo fatto e comincio la discesa verso valle. Anche questa, come del resto gran parte del percorso, è resa molto impegnativa dalla presenza di numerosi sassi per cui avanzo con prudenza anche in virtù della stanchezza accumulata. Quando il percorso diventa più abbordabile non esito però a lasciare andare le gambe nel tentativo di scioglierle e recuperare le energie perdute in precedenza; finché la discesa me lo consente riesco anche ad aumentare l'andatura tanto che mi convinco di aver ritrovato all'improvviso tutte le forze... tale convinzione scema naturalmente su ogni tratto di salita anche leggera dove sento subito la pesantezza delle mie gambe e torno a percepire il morso della fatica.

Poco prima del passaggio presso il borgo di Moggio riesco comunque a raggiungere due dei corridori che mi avevano superato svariati km prima; passiamo insieme in mezzo alle viuzze col sottofondo della banda musicale che preannuncia l'atmosfera della festa paesana, riprendiamo il sentiero che ci riporta verso Miranda con alla destra il maestoso paesaggio della vallata sottostante e poi ci addentriamo di nuovo nel bosco. Qui scopro di avere un'andatura inaspettatamente ancora abbastanza buona e riesco anche a superare i ritrovati compagni di gara lasciandoli alle mie spalle.

Il percorso prosegue così per svariati km percorrendo il fianco della montagna sotto il fresco abbraccio del bosco circostante e quando per un breve tratto torno alla scoperto scopro quanto sia potente e sfiancante il sole ormai alto nel cielo; per fortuna ritrovo subito le fronde degli alberi a proteggermi dalla calura estiva e continuo quindi la mia corsa verso Miranda. I saliscendi anche in questo tratto sono abbastanza impegnativi per la presenza di numerose rocce per cui non disdegno una prudente camminata dove non mi sento troppo sicuro di me.

Proseguo così abbastanza tranquillamente fino al km 18 quando per poco non rischio di sbagliare strada: fraintendo le indicazioni di una freccia posta lungo il percorso che sembra puntare verso destra per cui lascio la strada principale per imboccare un sentiero che punta in discesa in mezzo al bosco. Per fortuna mi rendo quasi subito conto che il nuovo sentiero è poco battuto per essere quello corretto e mi ritorno indietro per riprendere la via maestra; le strisce colorate lasciate dagli organizzatori che trovo di lì a poco mi confermano che sono nella giusta direzione di marcia.

La discesa continua ancora per un po' e so già che ad essa seguirà un'impegnativa salita prima di riprendere la strada asfaltata che mi riporterà alla piazza di Miranda; quando la raggiungo è proprio come me la ricordavo: una ripida lastra di rocce che rende impossibile la corsa ed impegnativa anche la camminata.

Come nel 2016 c'è un fotografo appostato poco sopra pronto a cogliere le espressioni di sofferenza dei corridori come me per cui appena posso raduno le forze e cerco di alzare la testa per offrirgli almeno un'occasione di inquadrarmi il viso dopo di che torno con lo sguardo basso verso terra ad arrancare un passo dopo l'altro.

Avanzando faticosamente supero questo primo strappo per giungere quindi al secondo tratto in salita che purtroppo non ricordavo affatto e che, sia pur senza rocce, si dimostra altrettanto duro. Stavolta la stanchezza è ancor più sfiancante e sento le gambe pesanti e doloranti; è come se ad ogni passo mi implorassero di fermarmi a riposare ma, nonostante la grande fatica, mi ostino a trascinare un piede davanti all'altro. Comincio a sognare ed agognare il ristoro finale ed a tratti mi sembra anche di avvertire dei giramenti di testa per cui a scopo preventivo do fondo ai sali che ho portato con me e che ho centellinato durante tutta la gara; proseguo così ignorando i segnali del mio corpo che mi invitano ad una sosta per recuperare le forze ed alla fine avvisto con grande sollievo il punto in cui la salita sembra finire. Dopo ulteriori sforzi lo raggiungo ed anche se il sentiero si fa di nuovo pianeggiante prima di riprendere la corsa proseguo per diversi metri camminando per recuperare le forze e la lucidità; quando me la sento comincio ad avanzare al piccolo tratto ed appena comincia la discesa piano piano riprendo a correre.

Non appena sento sotto i piedi l'asfalto della strada che riconduce alla piazza di Miranda mi sento rianimato da una nuova verve e quando avvisto nuovamente le case del borgo per un attimo sparisce tutta la fatica accumulata.

L'ultimo tratto lo percorro in scioltezza fino alla piazza dove, una volta oltrepassato il traguardo, mi dirigo prontamente al meritato ristoro finale.

Dopo gara

Come di consueto mi rifocillo abbondantemente con svariati pezzi di crostata e più di un bicchiere di tè. Anche se sento ancora tutto il peso della fatica ormai il peggio è passato e quello che resta è, ancora una volta, il ricordo di un meraviglioso viaggio in mezzo alla natura.


Altimetria percorso

Altimetria percorso

Video cronaca

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