Un bellissimo trail alla scoperta dei boschi della Tuscia

Prima della gara

Arrivo con un discreto anticipo rispetto all'orario di partenza per cui ritiro il pettorale con tutta calma e poi mi preparo per tornare quindi alla start line una mezz'ora prima del via.

Nonostante l'ora il sole si fa già sentire per cui comincio già a sperare che il percorso sia prevalentemente ombreggiato altrimenti sarà ancora più dura del previsto; non ho ancora ripreso la forma migliore per cui oggi so già che alle prime salite potrei essere assalito dal solito pensiero: "Ma chi me l'ha fatto fare?".

La gara

Faccio giusto in tempo a posizionarmi sotto il gonfiabile che, quasi all'improvviso, viene dato il via alla gara: dopo pochi metri svoltiamo a destra e saliamo quindi alla spicciolata lunga una stretta strada brecciata che in breve si trasforma in un single track.

Sbuchiamo quindi su una strada asfaltata e continuiamo a salire finché non ci addentriamo definitivamente nel bosco per ritrovarci finalmente nel bel mezzo della natura selvaggia.

Dopo un veloce passaggio accanto ad uno dei volontari lungo il percorso che incita tutti i corridori con grande verve (e che spero vivamente di ritrovare a fine corsa con lo stesso entusiamso) inizia un bellissimo percorso nel bosco molto suggestivo: dopo una discesa e qualche stretto passaggio tra grosse rocce ci ritroviamo in mezzo alla natura incontaminata con delle pietre romane che spuntano dal nulla rievocando remoti passaggi di antichi viandanti...

Più avanti altre rocce immense catturano il mio sguardo mentre avanzo tra stretti passaggi e scale di roccia che di nuovo mi fanno capire che sto solcando dei sentieri che, anticamente, dovevano sicuramente godere di un prestigio ben maggiore di quello attuale...

Il percorso continua poi su una strada battuta che mi porta al 7° km dove ad un ristoro prendo una bottiglia d'acqua al volo prima di voltare a destra e affrontare la prima vera salita della gara: un single track con una pendenza vertiginosa dove cammino faticosamente stringendo i denti e concentrandomi per mettere lentamente un piede davanti all'altro... ben presto i quadricipiti cominciano ad urlare pietà ma io cerco di ignorarli continuando a trascinare le gambe per guadagnare qualche metro... circa a metà della salita sorrido mentalmente nel vedere su un albero caduto uno scheletro giocattolo simpaticamente appeso dagli organizzatori per risollevare lo spirito dei partecipanti... Per un attimo mi sembra addirittura di leggere sul cranio dello scheletro le iniziali del mio nome come a indicare un tragico epilogo della mia gara ma avvicinandomi mi rendo conto che si tratta in realtà solo di una scritta in parte scolorita che recita "Pala Rock Trail"...

I sospetti di allucinazioni dovuti alla salita continuano poco dopo quando mi sembra di sentire una musica di sottofondo... ancora qualche metro e anche stavolta l'arcano mistero è svelato: il corridore che mi precede infatti cerca di alleviare la fatica con una colonna sonora adeguata e per un po' quindi anch'io godo del suo "doping tecnologico"...

Ancora qualche metro ed ecco che, finalmente, raggiungo il punto più panoramico del Monte Palanzana: qui mi prendo qualche secondo per godermi il paesaggio sottostante su tutta la piana di Viterbo, poso per una foto veloce accanto alla croce di metallo, prendo un'altra bottiglia d'acqua e proseguo lungo la discesa successiva...

Dopo pochi metri mi rendo conto che, se salire è stato faticoso, scendere sarà altrettanto impegnativo: la pendenza è infatti molto marcata e mi costringe non solo a camminare ma, addirittura, in più di un'occasione ad avanzare con i piedi perpendicolari al mio senso di marcia per avere più grip e non prendere velocità.

Dopo la discesa purtroppo mi attende un'altra salita spezzagambe al termine della quale sono stanchissimo; avevo messo in conto di esaurire le forze prima del previsto ma purtroppo sono solo a metà gara per cui mi rendo conto che i prossimi 10 km saranno una sofferenza...

Al ristoro prendo un bicchere d'acqua e poi continuo camminando sulla successiva salita: mi rendo conto che fatico anche sulle pendenze appena accennate e quindi alterno sempre più spesso la camminata alla corsa... sulle discese provo a lasciar andare le gambe ma le sento pesanti e stanche...

A fatica e con un grande sforzo mentale riesco finalmente a raggiungere il Parco dei Cimini: qui dopo qualche bel passaggio in mezzo agli alberi d'alto fusto che lo caratterizzano arrivo ad un altro ristoro.

Stavolta me la prendo con calma e colgo l'occasione anche per mangiare qualche pezzo di banana; quando mi sono rifocillato a sufficienza riempio le borracce alla fontanella lì vicino dopo di che riprendo il mio percorso tra gli alberi del parco.

Cerco di spronarmi pensando ai pochi km rimasti e sperando che non ci siano altre salite; per fortuna il momento di crisi maggiore è ormai superato e la pendenza favorevole e non troppo marcata mi permette di sciogliere un po' le gambe e lasciarle andare...

Continuo così per qualche km finché, intorno al km 19, riconosco le strade già percorse e cerco di ricostruirle mentalmente per capire cosa mi attende nella fase finale: se ben ricordo mi aspetta solo la discesa per cui penso che ormai è fatta!

Per fortuna ritrovo il volontario che all'inizio della gara incitava tutti i corridori: adesso più che mai le sue parole (in particolare il suo "1 e 8 al termine") sono un forte stimolo ad andare avanti e compiere l'ultimo sforzo per arrivare al traguardo!

Purtroppo prima della discesa finale c'è ancora un'altra salita: anche se non è troppo lunga fatico tantissimo a mettere un piede davanti all'altro e addirittura sono costretto a fermarmi per recuperare le forze... una volta oltrepassato quest'ultimo ostacolo ecco finalmente l'asfalto della strada e una leggera discesa...

La percorro anche stavolta cercando di sciogliere le gambe e continuando a ripetermi che ormai la parte peggiore della gara è alle mie spalle; metro dopo metro riprendo spirito e quando sento di nuovo lo speaker che accompagna l'arrivo dei partecipanti mancano ormai poche centinaia di metri all'arrivo: un'ultima discesa sullo sterrato, una curva a gomito a sinistra ed ecco il cancello dell'agriturismo da cui siamo partiti.

Ancora pochi passi e raggiungo il traguardo: una ragazza mi mette la medaglia al collo e mi fa i complimenti; so bene che non me li merito ma l'importante anche oggi è essere riuscito ad arrivare fino in fondo!

Dopo la gara

Il pratino alla destra del traguardo è troppo invitante per non indurmi a sdraiarmici subito dopo l'arrivo: scambio qualche battuta con gli altri partecipanti in merito alla notevole varietà e bellezza del percorso; nonostate il caldo odierno inoltre mi rendo contro che il fatto che fosse quasi totalmente ombreggiato è stato per me una vera salvezza!

Quando riesco a trovare le forze per alzarmi dal prato faccio una tappa obbligata al ristoro finale dove mangio un po' di crostata e bevo un succo di frutta; prima di tornare verso l'auto intercetto inoltre uno degli organizzatori e gli faccio i complimenti per il percorso: un perfetto equilibrio tra salite e discese con una grande varietà di passaggi molto suggestivi! Per essere una prima edizione meglio  di così non si poteva fare!


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Altimetria percorso

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