L'Ultra Trailer Marco Olmo racconta la sua vita e le sue straordinarie imprese sportive

Il corridore - Marco Olmo, Gaia De Pascale

Questo libro scritto a quattro mani da Marco Olmo e Gaia De Pascale è un must have nella libreria di ogni appassionato di Trail Running.
Prima di leggerlo non conoscevo le grandi imprese di Marco Olmo; tra esse si annoverano vittorie (molte in edizioni consecutive) in alcune tra le corse più faticose al mondo tra cui mi limito a citare: la Desert Marathon in Libia, la Desert Cup in Giordania, il Gran Raid du Cro-Magnon e l'Ultra-Trail du Mont-Blanc.

Il libro racconta la vita di Marco Olmo, i suoi lavori, il suo avvicinamento alla corsa, la sua prima gara fatta quasi per gioco alla non più giovanissima età di 27 anni (conclusa tra l'altro con un indecoroso penultimo posto) e poi le sue partecipazioni ai più famosi e blasonati Ultra Trail al mondo.

Ciò che si percepisce fin dalle prime pagine è la sua grande passione per questo sport! Marco Olmo è un operaio, un lavoratore ed un uomo di fatica: il trail running è lo sport che rappresenta appieno questa sua naturale attitudine. Le gare cui ha partecipato e nelle quali ha spesso trionfato sono gare che prosciugano il fisico, che tolgono ogni energia e nelle quali arrivare in fondo è già di per sé un obiettivo incredibile e straordinario. Macinare decine, centinaia di km in condizioni estreme ed estremamente varie è un'impresa che ha del sovrumano, un'impresa appannaggio di pochi atleti al mondo.

Marco Olmo non solo ha partecipato a queste gare ma vanta anche numerose vittorie: alcune di queste sono raccontate in questo libro senza trionfalismi ma con la semplicità con cui ognuno di noi potrebbe parlare delle proprie, piccole, imprese sportive. Ciò che si apprezza di più infatti dell'atleta Marco Olmo è l'umiltà con cui parla delle sue straordinarie prodezze: ha primeggiato in competizioni massacranti, ha surclassato corridori ben più famosi e blasonati (come il ben più celebre Dean Karnazes) ma non lo ostenta, non se ne vanta.

Se l'ago della bilancia è il denaro, è chiaro che quelli davvero bravi sono coloro che coprono distanze brevi. I giovani veramente atletici che hanno lo scatto, la potenza. Partono via in un lampo, bruciano lo spazio e il tempo, danno spettacolo, scatenano l'adrenalina di chi guarda e resta col fiato sospeso fino al taglio del traguardo: pochi secondi e si consuma tutto, un alito di vento che dà i brividi.
Io no. Vado piano, macino chilometri, mi porto impressa addosso l'antica abitudine alla fatica. Io non do spettacolo, io resisto. Resto povero e vado lontano.

L'emblema della sua vita da runner è quello di cui parla lui stesso in questo libro: dopo aver vinto l'Ultra-Trail du Mont-Blanc del 2006, non avendo prenotato l'albergo, non dorme tra i "marmi tirati a lucido di qualche albergo a cinque stelle" bensì nella sua Opel Corsa con la moglie Renata. Questo singolo episodio dice molto di Marco Olmo in particolare e della corsa in generale: dice soprattutto che ci sono sport che sono sotto i riflettori del business mediatico e quindi chi lo pratica a certi livelli è automaticamante una celebrità ed altri che invece sono sconosciuti ai più e quindi i campioni in queste discipline restano ignoti anche se compiono imprese straordinarie.

Marco Olmo è quindi uno come tanti, un uomo medio che ha potuto emergere e distunguersi dalla massa e togliersi soddisfazioni immense grazie alla corsa. Per questo la sua è veramente la "storia di una vita riscattata dallo sport".

C'è una frase di Bertolt Brecht che mi piace molto: "Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono."
Ecco, avevo dentro una rabbia atavica e mi sentivo fiume, e non volevo essere costretto. Decisi dunque di votarmi solo alla corsa, l'unico sport che non richiede attrezzatura, strumenti, condizioni particolari del terreno.
Uno sport per chiunque, ovunque, in qualunque momento.



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