42 km con il calore del pubblico romano sotto un magnifico sole primaverile

Prima della gara

Insieme ai miei compagni di gara odierni arrivo alla stazione di Roma in largo anticipo tant'è che optiamo per raggiungere la zona partenza a piedi... la piacevole camminata poi nel tragitto diventa quasi un riscaldamento dato che, nel dubbio, affrettiamo il passo per non arrivare troppo tardi alla consegna zaini.

Dopo esserci immessi nella fila per "entrare" nell'area iniziale continuiamo ciascuno verso il proprio deposito borse per poi continuare verso le griglie di partenza; siamo in tre, ciascuno in una griglia diversa, per cui ci dividiamo lungo la via congedandoci a vicenda con un "in bocca al lupo".

Inganno la febbrile attesa prima della partenza sciogliendo i muscoli e cercando di caricarmi in previsione della prestazione: ho intenzione di migliorare il mio tempo della Maratona di Firenze per cui ho già in mente il tempo da mantenere in gara per raggiungere questo obiettivo e spero di riuscire a mantenerlo fino alla fine...

Nonostante il lungo stop durante le feste natalizie, ho ripreso gli allenamenti in vista della maratona di oggi con un discreto anticipo ed ho partecipato a due gare, la Strasimeno ed il Chianti Trail, che mi hanno permesso di mettere in cascina un bel po' di km... l'unica remora che ho è di non aver fatto molte sessioni di ripetute ma spero che i lunghi siano stati sufficienti a sopperire a questa mancanza...

Dopo la partenza della prima onda è ormai imminente anche la partenza del mio gruppo per cui attendo con sempre più ansia il via della mia gara.

La gara

Countdown finale e poi ecco finalmente lo start: parto camminando ma nonostante la gran quantità di partecipanti riesco in pochi metri a cominciare a correre; c'è subito un bellissimo passaggio intorno all'Altare della Patria e poi proseguiamo lungo Via del Teatro di Marcello acclamati a gran voce dal pubblico.

Come previsto il primo km è molto congestionato e mi ritrovo ben lontano dai palloncini dei miei pacer di riferimento; dopo un altro km però gli spazi sono già molto più ampi e riesco a raggiungerli prima del previsto...

Rispetto al primo km la mia andatura è già aumentata e quando al terzo guardo il mio Garmin mi ritrovo addirittura ampiamente al di sotto di quella che dovrebbe essere la mia velocità di crociera; evidentemente nel tentativo di recuperare il tempo perduto nella primissima frazione di gara ho aumentato un po' troppo il ritmo! Mi riprometto quindi di stabilizzare la mia andatura per non esagerare; d'altra parte sto correndo al ritmo che mi suggeriscono le mie gambe senza forzare per cui credo che limare qualche secondo rispetto al previsto non sia così problematico...

I primi 5 km passano in un lampo e dopo aver passato il Circo Massimo e Piramide mi ritrovo già al primo ristoro dove prendo giusto un goccio d'acqua per idratarmi in questa stupenda giornata di sole; le condizioni climatiche sono ottimali ma mi viene il dubbio che nel corso della gara possa arrivare a fare anche fin troppo caldo. Per ora la temperatura è ideale per cui non me ne preoccupo più di tanto e continuo col mio passo.

Proseguo in scioltezza fino al decimo km e poco dopo vedo il primo partecipante vestito da centurione romano con tanto di spada al seguito: in realtà quello che mi sorprende è di averne incontrato solo uno fino ad ora!

Continuo la mia corsa in tranquillità fin quando le grida alle mie spalle non mi ricordano la grande impresa odierna di un grandissimo corridore italiano! Giorgio Calcaterra infatti ha deciso di correre la Maratona di Roma in rimonta ovvero partendo dall'ultima posizione! Sento quindi dietro di me un'ondata di voci inneggianti il suo nome e sentendolo arrivare accendo la mia action cam per inquadrarlo; purtroppo non sono molto rapido in questa operazione e lui mi sfreccia vicino così velocemente che sono costretto a rincorrerlo letteralmente per inquadrarlo ma in pochi secondi scompare dalla mia visuale tra le acclamazioni sia del pubblico che degli altri partecipanti... in ogni caso posso dire anche io di essergli stato davanti per quasi 12 km! 

Dopo il sorpasso di Calcaterra arrivo sul lungo Tevere e per qualche secondo mi godo il bel momento che sto vivendo: sto correndo sostenuto dal calore del pubblico su un ampio viale alberato tra le cui foglie fa capolino un caldo sole di primavera in una delle città più belle del mondo... cosa si può volere di più? Forse tra un paio d'ore sarò stanco e stremato ma adesso tutto va per il meglio...

Le gambe continuano a girare bene e senza grossi sforzi apparenti sto mantenendo un'andatura leggermente superiore a quella che avevo programmato; mi sono lasciato alle spalle anche i palloncini dei miei pacer di riferimento e km dopo km sto accumulando un piccolo vantaggio di tempo rispetto al mio obiettivo finale.

Dopo il ristoro del km 15 siamo ormai nei pressi di uno dei punti più suggestivi dell'intero percorso: dopo un ampio giro intorno a Castel Sant'Angelo passando per Piazza Cavour giro a destra e mi ritrovo sul lungo viale che porta a San Pietro. Anche se non è di certo la prima volta che mi di trovo di fronte il famoso "cupolone" in questo contesto la sola vista mi dà i brividi e man mano che mi avvicino sono sempre più emozionato; di lì a poco un altro bel passaggio che mi dà un nuovo stimolo ad andare avanti: allo spugnaggio intorno al km 18 ci sono alcuni membri della mia squadra di atletica a prestare servizio come volontari per cui appena mi vedono mi acclamano a gran voce! Sono solo pochi secondi ma sufficienti a darmi una grande spinta per proseguire con maggiore verve.

Quando raggiungo il gonfiabile che segna la metà del percorso è tempo di valutazioni sia in merito alle mie condizioni fisiche che al mio intertempo: sto bene ma comincio a sentire un certo affaticamento dei quadricipiti; riguardo al tempo invece sono in netto anticipo sulla mia tabella di marcia tanto da aver accumulato circa 5 minuti di vantaggio rispetto al mio obiettivo finale. Guardando il mio parziale ragiono anche sul fatto che sono di poco sopra al tempo che ho fatto registrare pochi mesi prima nella prima mezza maratona fatta nel 2018; ero fuori forma e l'ho corsa molto in scioltezza però mi sembra comunque un grande risultato... spero solo di riuscire a mantenere questo ritmo fino alla fine...

Al ristoro del km 25 a scopo preventivo comincio ad assumere anche un po' di sali e continuo quindi con un passo ancora buono ma meno brillante di quello tenuto finora...

Poco prima del km 30 affrontiamo la salita intorno a Villa Glori: in condizioni normali sarebbe un dislivello non troppo impegnativo ma dopo tutta la strada già percorsa affrontarla non è cosa da poco. Non a caso vedo diversi corridori affrontarla camminando; valuto l'ipotesi anche io ma la escludo perché penso che ripartire sarebbe poi molto problematico per cui rallento la mia corsa ed accorcio il passo ma non mi fermo. Nonostante lo sforzo non indifferente riesco anche a notare un altro corridore che, incredibilmente, sta correndo a piedi scalzi suscitando logicamente vivaci reazioni tra chi ci osserva. Arrivato in cima alla salita lascio finalmente andare le gambe cercando di recuperare nella discesa immediatamente successiva tutte le energie perdute...

Dato che sono ormai prossimo al km 30 comincio a valutare anche la possibilità di assumere gli zuccheri di scorta che ho nella tasca posteriore dei pantaloncini; per ora opto per non usarli ma al ristoro mi concedo nuovamente un po' di sali per sostenermi sia fisicamente che psicologicamente...

L'appesantimento alle gambe purtroppo comincia ad essere sempre più forte e nel giro di un paio di km mi rendo conto che la mia andatura sta calando sensibilmente; a questo punto della gara è normale però comincio a temere di aver speso troppo nella prima parte del percorso...

So che un mio amico e compaesano, ormai romano acquisito, mi aspetta lungo il percorso per fare il tifo per me; ha accennato anche al fatto di accompagnarmi nell'ultimo tratto di gara e adesso che comincio ad essere un po' sofferente spero vivamente che abbia deciso di farlo veramente!

Continuo ad andare avanti ma sento che, metro dopo metro, il mio fisico è sempre più stanco e provato; mentre qualche km prima ero io a superare diversi corridori, adesso che ho diminuito il ritmo, vedo inesorabilmente gli altri che mi passano a ripetizione.

Stringo i denti e mi sforzo di proseguire ma le mie gambe ormai vanno avanti più per inerzia che per altro; la freschezza atletica mi sta abbandonando sempre di più e con essa anche la speranza di riuscire a centrare il mio obiettivo finale. I 5 minuti di vantaggio che avevo accumulato nella prima parte di gara sono già stati erosi dal mio passo sempre più lento e affaticato; comincio a vedere molti corridori che camminano e vorrei tanto imitarli ma, facendo appello a tutta la mia tenacia, riesco ad allontanare questo pensiero.

Quando sono all'incirca al km 34 ecco finalmente il mio amico che si butta in strada e mi affianca sostenendomi ed incitandomi; il suo iniziale atteggiamento scherzoso diviene subito più serio quando si rende conto che sono seriamente sofferente. Anziché parlare mugugno e mi esprimo per lo più a gesti nel vano tentativo di risparmiare il fiato; purtroppo non è in tenuta sportiva per cui immagino che il suo proposito sia solo quello di accompagnarmi per un po' e fare qualche selfie insieme. Così è in effetti però poi nel vedermi provato e sofferente continua a seguirmi cercando di sostenermi ed incitarmi; mi offre anche un valido supporto al ristoro: prima di raggiungerlo ingerisco gli zuccheri che ho con me e poi prendo anche acqua e sali. Lui a sua volta prende qualche zolletta di zucchero ed un po' d'acqua per darmela alla bisogna prima di raggiungere il ristoro successivo.

Insieme a lui raggiungo Piazza Navona, dove ci accoglie un vero bagno di folla, e poi il corso; piano piano, con un passo sempre più lento e stanco, lo percorro tutto fino a Piazza del Popolo dove dopo uno stretto giro mi ritrovo in Via del Babbuino. Continuo a vedere partecipanti stremati che camminano ma anche altri che, beati loro, mi superano con un bel passo deciso; dopo Piazza di Spagna continuo la mia corsa senza sapere di preciso dove mi porterà il percorso... al ristoro prendo di nuovo acqua e sali sperando che mi diano l'energia per proseguire ma ormai vado avanti solo con la forza della tenacia... il calore del pubblico è impagabile ma purtroppo per me non basta a tirarmi su: ho la testa ciondoloni e fatico a tenerla dritta avanti a me... è un grande sforzo anche accendere e spegnere la mia action cam per catturare qualche fotogramma di questi km finali...

Comincio letteralmente a sognare l'arrivo ma sono talmente annebbiato che, quando vedo il segnale che indica il km 41, penso che il traguardo è ormai vicino perché me lo immagino a 200 metri! Peccato che in realtà ce ne sono altri 1200 da fare...

Il mio amico è ancora con me e mi descrive in anticipo il percorso che lui stesso ha fatto proprio un anno prima per spingermi ad andare avanti; le sue indicazioni sono utili e preziose perché mi tengono impegnato mentalmente e mi permettono di non mollare.

Quando arriviamo su Via Nazionale e siamo quasi a Piazza Venezia un addetto lo individua tra i corridori (non che passi tanto inosservato con t-shirt, pantaloni lunghi e zainetto!) e lo invita ad uscire dal percorso; lo sento gridare l'ultimo incitamento e gli rispondo ma ormai il suo compito l'ha portato a termine perché è veramente fatta... giro a sinistra e sono di nuovo di fronte all'Altare della Patria, poche decine di metri ed ecco l'agognato traguardo: non riesco e non voglio aumentare il passo perché ormai non ho alcun obiettivo temporale da raggiungere se non quello di tagliare la finish line.

Arranco passo dopo passo ed a 50 metri dal traquardo avverto anche un principio di crampo al quadricipite posteriore sinistro; per fortuna è solo un falso allarme anche perché a questo punto sarebbe stata veramente una beffa!

Pochi altri passi e finalmente taglio il traguardo e posso fermarmi dopo 42 km di corsa ininterrotta di cui almeno 10 di sofferenza...

Dopo la gara

Dopo qualche secondo di pausa mi incammino in cerca di un po' d'acqua; dopo la meritata medaglia mi viene data una bottiglietta e subito la apro bevendo a grandi sorsi. Continuo a camminare e prendo anche una bottiglia di sali ed il pacco ristoro...

Le gambe sono pesantissime e doloranti ma purtroppo devo ancora percorrere un bel po' di strada per raggiungere il camion col mio zaino... percorro tutta Via dei Fori Imperiali, arrivo al Colosseo e gli giro intorno per arrivare infine a ritirarlo.

La prima cosa che faccio è cercare un posto libero per sdraiarmi e lì mi accomodo: sono talmente stremato che dubito di potermi rialzare se non nel giro di qualche ora.

Piano piano mi ritiro su, mi cambio la maglia, mi metto il giubbino della tuta ed apro il pacco ristoro dando fondo praticamente a tutto quello che contiene dopo di che mi sdraio nuovamente.

Alzo le gambe per scioglerle ma ogni tenativo sembra vano...

Solo dopo parecchi minuti riacquisto un po' di forze e mi decido finalmente ad alzarmi in piedi per proseguire camminando verso il Circo Massimo dove prendo la metro che mi riporta alla stazione.

Sto decisamente peggio del previsto e mi interrogo sul perché di tanta sofferenza: probabilmente ho spinto troppo nella prima parte ed ho poi pagato nel finale... sicuramente mi aspetta un lungo periodo di riposo e defaticamento  prima di affrontare nuovamente la regina delle gare di corsa ma so che la sofferenza patita è già un lontano ricordo...


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Altimetria percorso

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