Raggiungo il Rifugio Val D'Arano, punto di ritrovo principale del Trail nonché luogo di ritiro del pettorale, la sera del sabato: mi viene consegnato anche il pacco gara che, per il percorso da 41 km, consta di una maglia tecnica (di buona fattura) e di una fascia per la testa (anche questa di buona qualità).
Me ne torno quindi a Celano, a circa 20 minuti di strada, dove ho prenotato il mio alloggio per la notte... nonostante abbia portato da casa la cena (riso e pollo), non resisto al richiamo della cucina abruzzese del ristorante annesso al mio albergo e quindi me ne vado a letto dopo aver consumato un antipasto a base di prosciutto e 10 arrosticini il tutto accompagnato da un bel calice di Cerasuolo (la cena perfetta dell'atleta)!
L'indomani mi alzo poco prima delle 7 e, dopo una rapida colazione a base di barrette ai cereali e té, mi dirigo nuovamente al Rifugio Val D'Arano dove parcheggio l'auto alla bell'e meglio lungo la strada per poi incamminarmi verso la zona di partenza.
Contrariamente alle mie previsioni, gli iscritti alla gara sono veramente pochi tanto che, ad occhio, conto neppure 50 partecipanti...
Dopo un briefing pre-gara lo speaker ci invita a posizionarci sotto l'arco e ci prepariamo quindi ad affrontare questa nuova avventura di corsa sotto un bel sole!
Nell'attesa del via lo speaker annuncia la presenza di un totale di 280 partecipanti tra tutte e tre le gare (10, 21 e 41 km) ma, sinceramente, credevo di trovarmi ad un evento ben più partecipato... immagino che la scarsa affluenza sia dovuta anche al gran caldo di questo periodo anche se il meteo odierno dà comunque una massima non superiore ai 24°...
Dopo aver ricevuto gli ok dai volontari lungo il percorso, lo speaker dà il via alla gara e partiamo alla spicciolata in direzione del paese di Ovindoli: dopo aver attraversato la porta principale del centro storico proseguiamo su degli scaloni per poi raggiungere il Monumento dell'Alpino e, subito dopo, ecco che comincia il vero percorso di questo trail!
Dopo uno scenografico single track ci ritroviamo in strada per poi affrontare la prima salita della gara! A seguire per fortuna ci attende una comoda strada bianca, in parte sotto il bosco, che costeggia la montagna e, piano piano, ci conduce prima ad incrociare da vicino un branco di cavalli al pascolo e poi a raggiungere il primo ristoro, strategicamente posizionato prima della salita più tosta di tutto il percorso!
Dopo essermi rifocillato ed aver bevuto qualcosa affronto l'ascesa con rinnovato vigore e mi accodo agli altri corridori che mi precedono...
La prima parte della salita è piuttosto dolce ma offre già dei pittoreschi panorami sulla valle sottostante; ben sapendo che mancano ancora molti km, la affronto comunque camminando e senza affaticarmi troppo... quando raggiungiamo l'arrivo degli impianti del comprensorio di Ovindoli mi fermo al punto acqua ben posizionato dagli organizzatori per rimpinguare le mie scorte idriche dopo di che proseguo su una salita ancora più ripida che punta alle creste che dominano le piste da sci!
Fin dai primi passi il panorama intorno a me è molto suggestivo ma, man mano che proseguo, il punto di vista sulle piste che ho solcato anni fa con la mia tavola da snowboard è veramente stupendo!
Avanzo lentamente e faticosamente anche a causa del forte vento in quota ma, quando raggiungo la vetta del Monte Magnola posta a 2222 metri, non posso fare a meno di godermi per qualche secondo il panorama e farmi anche un bel selfie ricordo!
Quando comincio finalmente ad affrontare la discesa, noto in lontananza alcuni corridori che tornano indietro dopo aver sbagliato percorso: per mia fortuna il loro errore mi è da monito per non fare lo stesso sbaglio per cui li seguo scendendo su un sentiero particolarmente ostico per via dei numerosi ciottoli su cui si rischia di scivolare...
Dopo diversi km di discesa abbastanza impegnativa, raggiungo un gruppetto di corridori nel bosco e, con loro, ci ritroviamo al secondo ristoro, posto al km 20, a condividere l'assenza di qualche indicazione nei punti più nevralgici del percorso: gli organizzatori hanno infatti posizionato solo le classiche bandelle bianche e rosse ma qualche freccia sarebbe stata sicuramente utile...
Dopo aver mangiato e bevuto a sufficienza, riempio nuovamente le mie borracce per continuare quindi sulla discesa successiva, dove cerco di lasciar andare le gambe per scioglierle un po'...
Raggiungo quindi un'ampia radura ma, dopo un po', comincio a sentire i muscoli un po' pesanti e mi trovo costretto ad alternare la corsa alla camminata... procedo così per qualche decina di metri e poi riprendo faticosamente a correre ma senza forzare...
Quando raggiungo il paesino di Campagnolo è giunto il momento di affrontare l'ultima salita impegnativa del percorso, quella del Monte delle Canelle ma, purtroppo per me, qui cominciano subito i problemi... già dai primi metri infatti, nonostante l'ombra del bosco, sento le gambe pesanti e i battiti accelerati... mi vedo costretto a fermarmi più volte per recuperare e, inevitabilmente, vengo superato da altri corridori...
Vedendone passare più di qualcuno munito di bacchette mi pento di non averle portate a mia volta: in questa fase di gare mi avrebbero fatto senz'altro comodo! Sia pur a fatica avanzo uscendo dal bosco e ritrovandomi su una salita esposta al sole ancora più impegnativa: qui il mio calvario continua e, infatti, per ben due volte mi siedo addirittura su un sasso per recuperare le forze... con la scusa mi godo però il bellissimo panorama sulla vallata!
Passo dopo passo, stringendo i denti, riesco finalmente a raggiungere la vetta e anche qui, dopo essermi goduto la vista, affronto un'altra discesa piuttosto impegnativa...
Nonostante la fatica, so che ormai le salite peggiori sono alle mie spalle per cui proseguo mentalmente più tranquillo con l'unico pensiero rivolto alla mia scorta idrica che comincia a scarseggiare di nuovo...
Per fortuna, quando raggiungo la strada bianca in fondo alla montagna, c'è ad attendermi un altro punto acqua per cui bevo in abbondanza e, soprattutto, rimpinguo le mie scorte!
Dalla strada bianca a Piani di Pezza passo all'asfalto e, dopo una breve variante sterrata, proseguo di nuovo su strada ma sotto il bosco... sono ormai piuttosto provato e mi vedo costretto a camminare su ogni tratto in leggera salita...
Quando esco definitivamente dal bosco comincio a vedere all'orizzonte il paese di Rovere; passo dopo passo mi avvicino sempre di più e, quando lo raggiungo, cerco le bandelle per seguire il percorso corretto... le trovo a fatica e mi portano a salire una ripida salita che porta al centro del paese dove, tra l'altro, è in corso una processione...
Ne seguo esattamente lo stesso percorso e, quando la banda si ferma davanti alla chiesa, io passo lateralmente uscendo dal piccolo centro...
Ai piedi di Rovere trovo l'ultimo ristoro: di nuovo mangio e bevo in abbondanza per poi riempire ancora le mie soft flask; scambio anche qualche battuta con i volontari a presidio del tavolo e poi riparto verso la parte finale del percorso salutandoli e ringraziandoli...
Anche se le salite sono ormai terminate le mie gambe non riescono più a reggere neppure una corsetta blanda per cui la alterno alla camminata per riposarle un po'... mentre avanzo così in mezzo ad un campo di grano vedo alla mia destra un corridore in mezzo alla strada asfaltata e una coppia in motorino che si ferma per indicargli la via corretta da seguire: vista la scena alzo le braccia per farmi vedere e lo aspetto per proseguire insieme...
Proseguiamo per un po' appaiati ma poi mi distanzia di qualche decina di metri; continuo però a tallonarlo e, quando raggiungiamo di nuovo la strada bianca, continuiamo definitivamente insieme chiacchierando un po'...
Nonostante la fatica, passo dopo passo, ci avviciniamo sempre di più alla finish line e, quando siamo prossimi al km 41, cominciamo a fare previsioni sull'effettiva lunghezza del percorso...
Tutti e due, arrivati a questo punto, gradiremmo uno sconto sulla distanza ma, andando avanti, realizziamo che invece dovremo soffrire un po' più del previsto: quando infatti arriviamo in vista del Rifugio Val D'Arano siamo ormai oltre il 41° per cui stringiamo i denti e facciamo un ultimo sforzo per tagliare il traguardo spalla a spalla!
Con la medaglia ricordo al collo ci sediamo al tavolo per il pasta party: io adesso non riesco proprio a mangiare per cui mi siedo insieme al mio compagno di gara sorseggiando la birra offerta dagli organizzatori...
Conversiamo tranquillamente condividendo i nostri pareri sulla gara e su altre fatte o da mettere in programma, dopo di che ci congediamo scambiandoci i contatti...
Prima di rimettermi in marcia verso casa usufruisco delle docce disponibili poco distante e quindi, fresco e pulito, intraprendo il viaggio di ritorno stanco ma soddisfatto per aver visto il comprensorio sciistico di Ovindoli sotto una nuova luce...
Bel percorso: vario, scenografico e impegnativo
Pasta party finale e docce a disposizione dei corridori
Pacco gara nella norma: una maglia tecnica (di buona qualità) e una fascia per la testa
Poca partecipazione: 280 corridori in tutto divisi tra le 3 distanze (10, 21 e 41 km)
Indicazioni lungo il percorso da rivedere: solo bandelle ma un po' scarse sopratutto nei punti nevralgici
Se la locandina indica un dislivello di 1500 metri non mi aspetto che alla fine siano invece 1800