Una storica maratona con un percorso che mette a dura prova anche i corridori più esperti sui 42 km

Prima della gara

Arriviamo ad Atene venerdì sera e il sabato mattina ci rechiamo al villaggio maratona, posto nella zona del porto, utilizzando metro e tram: rispetto al centro città non è decisamente molto comodo da raggiungere...

Quando ci troviamo di fronte al palazzetto vediamo una lunga fila di persone in coda per entrare e quindi ci rassegniamo ad una bella attesa prima di ritirare il pacco gara; per fortuna, nonostante il gran numero di corridori, il serpentone scorre abbastanza velocemente e, dopo circa mezz'ora, riusciamo ad entrare. Seguiamo il percorso obbligato che ci porta alla sala in cui ritiriamo il pettorale e poi continuiamo visitando i numerosi stand presenti, prima al piano terra e poi al primo piano; dopo un lungo tragitto raggiungiamo infine la zona per il ritiro della maglia per poi uscire quando ormai la mattinata è completamente andata...

Dopo un pomeriggio di giri molto rilassati per la città, insieme ai miei compagni di squadra ci concediamo una tranquilla cena in albergo, per lo più a base di riso e pollo (il classico carbo load), e poi ci corichiamo subito dopo aver preparato tutto il necessario per l'indomani: da parte mia completo il rito pre gara fissando il pettorale alla mia cintura e riponendovi dentro qualche integratore e un poncho da indossare prima della partenza, dopo di che raduno il mio abbigliamento da corsa in modo che sia pronto da indossare.

Per nostra fortuna l'albergo ha organizzato un light breakfast a partire dalle 5:00 per cui ciascuno lo sfrutta all'orario che preferisce ed alle 6:30 siamo tutti pronti davanti all'hotel per il transfer privato che abbiamo prenotato già dall'Italia per permetterci di raggiungere Maratona in tutta comodità...

Durante il viaggio una leggera pioggia ci fa preoccupare un po' sul meteo odierno (le previsioni danno nuvoloso con possibili temporali) ma, per fortuna, quando scendiamo non piove più per cui ci dirigiamo con tutta calma verso la zona di ingresso degli atleti...

Ci sono numerose griglie (15 in tutto mi pare) ad accogliere i circa 25'000 partecipanti ma non trovo molto chiare le indicazioni per raggiungere la propria; dopo svariati minuti riusciamo ad individuare il blocco 1-6 che ci interessa per cui ci accodiamo agli altri partecipanti per raggiungere il nostro ingresso...

Attendo un po' di tempo davanti all'entrata della mia griglia, la numero 4, dopo di che, a circa mezz'ora dalla partenza, mi decido a posizionarmi con gli altri corridori aspettando che venga dato il via alla mia "wave"... 

La gara

Quando sale la musica e lo speaker ci fa ufficialmente partire, come mi accade spesso in gare come questa, vengo assalito dall'emozione e mi chiedo già ora cosa mi riserveranno questi 42 km verso Atene...

Dopo 4 km completamente dritti su una strada a scorrimento veloce, quando comincia a piovigginare, svoltiamo a sinistra per una piccola ma suggestiva variante che ci porta intorno allo storico sito del Tumulo degli Ateniesi, dove vedo molte persone del pubblico che ci offrono dei rametti di ulivo: valuto se accettare o meno l'offerta ma alla fine la declino non sapendo bene come portarlo con me fino all'arrivo... 

Riprendiamo quindi la strada principale intorno al 6° km e qui assisto mio malgrado ad una scena veramente drammatica: un corridore è riverso a terra sul ciglio della strada a faccia in avanti ed un organizzatore gli presta soccorso chiamando a gran voce un'ambulanza! Per fortuna il personale sanitario è già sul posto nella corsia opposta per cui continuo la mia gara augurandomi che il loro tempestivo intervento abbia evitato il peggio...

Continuo la mia gara un po' scosso e faccio diversi km con i battiti decisamente accelerati ma, piano piano, riesco a tranquillizzarmi e riprendere il mio ritmo naturale...  

Nel frattempo raggiungiamo il km 10 in mezzo ad un pubblico che ci accoglie festante mentre continuiamo a correre su una strada quasi completamente dritta il cui unico punto di interesse è l'azzurro del mare alla nostra sinistra; per di più da qui in avanti cominciano le fatidiche salite che, a quanto so, ci accompagneranno almeno fino al 30°... 

Grazie ai numerosi ristori presenti (circa 1 ognuno 2,5 km), quasi tutti dotati anche di bagni chimici, intorno al km 12 faccio un rapido pit stop per fare la pipì e poi proseguo un po' più leggero e con un pensiero in meno...

Al km 13 ci attende una discesa seguita da un salitone veramente tosto che comincia seriamente a fiaccare le mie gambe e, km dopo km, comincio a rendermi conto che l'altimetria è molto più tosta del previsto! Avevo preventivato di bere solo ogni 5 km e invece più vado avanti e più sono costretto a sfruttare ogni singolo ristoro: quando raggiungo quello del km 20 mi idrato con acqua e sali e poi prendo al volo anche un gel per riporlo nella mia cintura...

Dato che mi sento già più stanco del previsto assumo uno degli integratori che ho nella mia cintura con la speranza che mi dia un po' di verve ma, km dopo km, le mie energie si affievoliscono sempre di più... comincio a vedere numerosi partecipanti camminare (come biasimarli) ma cerco di tener duro e non mollare avanzando piano ma correndo...

Continuo ad arrancare in salita e sento le gambe che mi fanno male ma cerco di motivarmi con l'obiettivo di arrivare fino al 30°, quando cominceranno le discese, ma sono sempre più stanco; so bene che camminare significherebbe mollare e, sopratutto, che poi riprendere a correre sarebbe molto difficoltoso per cui stringo i denti ed avanzo passo dopo passo con una corsa lenta e faticosa...

Cerco di farmi forza fino al prossimo ristoro ma alla fine, quando sono intorno al 25° km, ormai già duramente provato e con i quadricipiti urlanti, mollo la mia corsa sofferente e inizio a camminare; mi sento psicologicamente sconfitto però cerco di non abbattermi e, mentre cammino, cerco anche di sciogliere un po' le gambe per alleggerirle del peso dei km già fatti...

Nel frattempo vedo un corridore a terra coperto da un telo termico e con del personale sanitario che lo circonda, tra cui una persona che regge una flebo, e certamente questa immagine non mi aiuta a tornare alla corsa...

A più riprese però mi sforzo di riprendere a correre ma continuo ad alternare per un bel po' corsa e camminata... il tempo finale non è più importante: quello che conta ormai è arrivare in fondo e, possibilmente, non arrivarci stremato!

A parziale conforto della mia situazione mi rendo conto che a farmi compagnia nella camminata sono molti altri partecipanti; purtroppo il tifo del pubblico e i numerosi bambini con la mano tesa per dare il cinque ai corridori non bastano a ridarmi energia in salita e solo quando la pendenza torna favorevole ricomincio a correre con una certa continuità...

Vista la mia situazione di estrema stanchezza sono grato agli organizzatori per i numerosi ristori posti lungo il percorso e mi faccio forza proprio pensando a raggiungere il successivo ogni volta che ne ho appena passato uno...

Quando raggiungo il km 32 e finalmente inizia la discesa verso Atene, comincio il mio solito countdown mentale dei km rimanenti ma ormai ho perso veramente troppo tempo ed energie per chiudere con un tempo decente...

Il cielo nel frattempo si è rasserenato ed un bel sole ci accompagna all'ingresso della città!

I km finali sono un vero e proprio bagno di folla ed un susseguirsi sempre più frequente di archi gonfiabili con la presenza di un pubblico che ci incita a gran voce...

Al km 40 vedo un altro corridore a terra soccorso dai medici ed anche questo, qualora ne avessi le forze, non mi aiuta a spingere nei km finali; anche se il mio ritmo adesso è quantomeno accettabile, mi sento stanco e sofferente...

A nulla vale anche la scritta a caratteri cubitali che indica gli ultimi 250 metri: provo uno sprint finale ma probabilmente l'incremento di velocità è solo nella mia testa! Entro nel magnifico Stradio Panathinaiko accolto dal pubblico in festa e da un'allegra musica ma sono così stanco che non riesco neppure ad emozionarmi e taglio il traguardo quasi in trance...

Dopo la gara

Cammino per diverse decine di metri trascinando le mie gambe pesanti come macigni prima di uscire dalla parte opposta... indosso la mia sofferta medaglia e proseguo quasi per inerzia decisamente provato e un po' frastornato... quando infine esco dallo stadio dopo aver ritirato anche il pacco ristoro, mi siedo a bordo strada appoggiato ad una transenna e, dopo aver mangiato una banana, tracanno avidamente sia il succo di frutta che la bevanda isotonica presente nella busta...  

Pur avendo sofferto in altre maratone, come a Roma e ad Assisi, non ne ricordo un'altra così dura e faticosa; le numerose salite sono state un grosso handicap da sommare alla distanza dei 42 km e si sono rivelate molto più ostiche del previsto... quello che conta comunque è averla portata a termine e ciò che voglio è solo tornare in albergo e fare una bella doccia...    

Dopo essermi riposato a sufficienza mi alzo e mi ricongiungo con mia moglie per tornare con calma in hotel; anche se per qualche giorno dovrò smaltire la fatica di questa sofferta gara, già mi chiedo quale sarà la prossima sfida che la corsa mi porterà ad affrontare...

La gara in sintesi

 Grande partecipazione di atleti

 Buona partecipazione del pubblico

 Mai visti così tanti ristori in una maratona

 Con l'iscrizione alla gara si ha diritto all'ingresso gratuito al Museo dell'Acropoli (il cui costo sarebbe di 20 euro)

 Percorso piuttosto ripetitivo e poco suggestivo che migliora giusto nella parte finale

 Maglia tecnica decisamente anonima


Altimetria percorso

Altimetria percorso

Video cronaca

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